Il fosforo gioca un ruolo essenziale nella vita delle piante di marijuana, costituendo uno dei suoi componenti chiave. Nell’ambito degli integratori vegetali, viene incluso come parte della formula NPK, rappresentando la “P”, insieme agli altri due nutrienti fondamentali. Questo lo rende un elemento cruciale per la salute e lo sviluppo ottimale della marijuana.

Essendo un nutriente mobile, una volta assorbito dalle radici, il fosforo ha la capacità di spostarsi attraverso la pianta, traslocando da una foglia all’altra.

Perché le piante hanno bisogno di fosforo?

Il fosforo è coinvolto nella fotosintesi e nel trasferimento di energia all’interno delle cellule vegetali. È presente nelle molecole di RNA (acido ribonucleico) e DNA (acido deossiribonucleico), che sono fondamentali per la sintesi delle proteine e per la regolazione dei processi cellulari. Il fosforo aiuta a promuovere la formazione di radici sane e robuste, è coinvolto nella formazione dei fiori e dei frutti. Contribuisce alla produzione di proteine e alla sintesi di nucleotidi, che sono fondamentali per la crescita e lo sviluppo dei tessuti riproduttivi delle piante. Infine, può aumentare la resistenza delle piante allo stress ambientale e partecipa alla regolazione dei processi fisiologici che consentono alle piante di adattarsi e rispondere a condizioni avverse.

Cause e sintomi della carenza di fosforo

La due cause più ovvie sono un basso contenuto di fosforo nel suolo ed un pH troppo alto o troppo basso, ciò può influenzare la disponibilità del fosforo per le piante. Altre cause possono essere un eccesso di altri nutrienti come azoto o calcio che creano competizione nell’assorbimento, condizioni climatiche estreme, terreni con problemi di drenaggio, la fusariosi o marciume delle radici.

Come riconoscere la carenza?

  1. Colore delle foglie: Le foglie possono diventare di un colore più scuro del normale, spesso con tonalità di verde più scuro o bluastro. In alcuni casi, le foglie possono anche sviluppare una colorazione violacea.
  2. Dimensioni ridotte delle foglie: Le foglie nuove possono essere più piccole del normale e possono presentare un aspetto deforme o distorto.
  3. Crescita ritardata: Le piante possono mostrare una crescita più lenta rispetto alle piante sane. Questo può essere evidente sia nelle parti soprasuolo che nelle radici.
  4. Sviluppo radicale compromesso: una carenza può portare a radici poco sviluppate, corte o sottili. Le radici possono anche essere più fragili e meno in grado di assorbire.
  5. Meno fiori e frutti: Le piante possono produrre meno fiori o frutti del solito, o i fiori stessi possono essere di dimensioni ridotte o presentare deformità.
  6. Necrosi fogliare: in casi avanzati di carenza, le foglie possono sviluppare margini bruni o necrosi sui bordi delle foglie, che in seguito possono progredire verso l’intera foglia.
  7. Morte delle estremità: I germogli e i rami delle piante possono mostrare ingiallimento e secchezza delle punte.
  8. Mancanza di vigore: Le piante possono apparire meno vigorose e meno robuste rispetto alle piante sane.

Rimedi per la carenza di azoto

Per correggere una carenza di fosforo, il primo passo è verificare il livello di pH del terreno. Se il pH è troppo alto o troppo basso, questo influisce sull’assorbimento dei nutrienti. Nel suolo, il pH ideale per le piante dovrebbe essere tra 6.0 e 6.5, ma per ottimizzare l’assorbimento del fosforo, il pH dovrebbe essere attorno a 6.2. In idroponica, il pH dovrebbe essere tra 5.5 e 5.9.

Anche se il pH è corretto, è consigliabile sciacquare le piante con acqua per rimuovere eventuali eccessi di nutrienti dal terreno o dalle radici, prevenendo così il blocco dei nutrienti. Dopo il lavaggio, si può aggiungere un potenziatore/booster di fosforo e potassio (PK).

Anche nella coltivazione biologica, ci sono diverse opzioni, prodotti biologici che non utilizzano sostanze chimiche. In alternativa, è possibile utilizzare farina di lische di pesce, gusci d’uovo e guano di pipistrello.

Per ottimizzare l’assorbimento del fosforo, è importante mantenere temperature superiori a 15°C e annaffiare con attenzione per evitare ristagni d’acqua, garantendo così un adeguato nutrimento e prevenendo problemi alle radici.

Le piante dovrebbero mostrare segni di miglioramento entro pochi giorni o una settimana. Le nuove foglie non dovrebbero presentare segni di carenza entro una settimana, mentre quelle danneggiate dovrebbero essere rimosse.

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