La perlite è roccia vulcanica effusiva di colore variabile tra il grigio e il rosa, con pH 7,0. La vera e propria particolarità di questo elemento è quella di espandere il proprio volume grazie all’effetto che le temperature elevate hanno nei confronti dell’acqua contenuta in questa roccia, decisamente porosa per composizione. Una volta estratta la perlite viene frantumata in pezzi più piccoli, schiacciata ed esposta a temperature estreme (850–900°C) per consentire all’umidità contenuta al suo interno di evaporare, costringendo così la roccia ad espandersi rapidamente. Il risultato è un materiale incredibilmente leggero e con un aspetto bianco brillante. A questo punto la perlite è pronta per la distribuzione commerciale.

Come si utilizza la perlite?

La perlite viene utilizzata per creare dei substrati colturali composti da componenti organici e non organici. Il riuscire a creare un substrato, soprattutto in serre ed a livello industriale, contenente tutte le caratteristiche e le proprietà perfette per la coltura di specifiche piante, è basilare. La perlite serve proprio a questo, come nel caso dell’argilla espansa, che grazie alle sue particolari caratteristiche fisiche migliora la struttura del terreno in cui viene aggiunto. Una migliore struttura del terreno si traduce in uno sviluppo più sano e costante della pianta.
Per fare il suo dovere deve essere aggiunta ad un substrato di coltivazione utilizzando qualunque terriccio, perché la perlite è un materiale naturale a pH neutro che non altera chimicamente la struttura del terreno. Si consiglia di aggiungere la perlite in modo che rappresenti circa il 10-50% del volume totale della miscela di terriccio. La perlite è anche comunemente usata nelle colture idroponiche, poiché la sua consistenza porosa aiuta a trattenere i nutrienti, oltre a fornire elementi come il silicio. È anche comune utilizzare pacciame di perlite per proteggere il terreno dal calore eccessivo e prevenire la proliferazione di erbe infestanti nelle colture outdoor. In questi casi il terreno attorno alle piante da proteggere viene semplicemente ricoperto da uno strato di uno o due centimetri di perlite, in modo che agisca da isolante.

Prima di utilizzare la perlite, bisogna tenere conto di vantaggi e svantaggi. Grazie alla perlite i livelli di ossigeno aumentano, favorendo un migliore tasso di crescita della pianta. Il suo peso ridotto consente di gestire molto più comodamente i vasi in cui crescono le piante, ed essendo un substrato inerte, la perlite non interferisce minimamente con le concentrazioni di sostanze nutritive.

L’aumento del drenaggio può amplificare la frequenza delle irrigazioni. Di conseguenza, sarà necessario controllare più spesso le piante. In caso foste costretti a lasciare incustodite le piante per qualche giorno, la perlite potrebbe creare qualche problema perché richiede maggiori interventi da parte vostra. Infine, la lisciviazione delle sostanze nutritive richiede un maggior controllo del pH al fine di mantenere un ambiente di crescita ottimale, e ciò significa eseguire un test del pH ogniqualvolta irrigherete le piante.

Ora che sappiamo cos’è la perlite, com’è fatta e quanto può essere benefica, non ci resta che utilizzarla sfruttando tutte le sue capacità.